Carnevale di Venezia
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Il Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia è un evento folkloristico di origini antichissime. Nel periodo della Serenissima aveva la funzione di concedere alla popolazione e soprattutto ai ceti più umili un periodo di divertimento e di festeggiamenti al fine di creare una valvola di sfogo contro i malumori e le tensioni che si creavano a causa dei rigidi limiti imposti dal governo su questioni come la morale comune e l’ordine pubblico.

Attraverso l’uso delle maschere e dei costumi si creava una sorta d’anonimato che cancellava tutte le classi sociali. Era consentito pure deridere la pubblica autorità.

Ognuno poteva adottare i comportamenti e gli atteggiamenti più consoni alle mutate sembianze. Per questo motivo nell’incontrare un nuovo personaggio ci si salutava con “Buongiorno signora maschera”.

Uno dei travestimenti più comuni è la Bauta. Indossata sia dagli uomini che dalle donne questa figura consiste in una particolare maschera bianca chiamata Larva sotto ad  un tricorno nero e completata da un avvolgente mantello scuro chiamato tabarro. Oltre ad essere usata nel periodo del Carnevale, la Bauta veniva usata anche in altre occasioni come a teatro, durante alcune feste o ad incontri galanti garantendo così l’anonimato.

Un altro costume tipico era la Gnaga. Esso consisteva in un travestimento da donna per gli uomini. Venivano utilizzati dei normali abiti femminili e una maschera con sembianze da gatta. Il travestimento era completato da una cesta al braccio contenete un gattino. Il personaggio doveva atteggiardi da donna popolana o da balia a sua volta accompaganata da altri uomini vestiti da bambini.

Merita infine di essere nominata anche la Moretta. Indossato dalle donne, questo costume è costituito da una maschera di velluto scuro indossata con un cappellino e con indumenti e velature raffinate. Era un travestimento muto poiché la maschera doveva reggersi sul volto tenendo in bocca un bottone interno.

Durante il periodo del Carnevale si organizzano molte feste tra le quali spiccano la Festa delle Marie e il Volo dell’Angelo.

La festa delle Marie si celebra il 2 febbraio (festa della Purificazione di Maria) giorno nel quale si usava festeggiare la benedizione delle spose. Il quell’occasione venivano benedetti i matrimoni di 12 fanciulle scelte tra le più belle e povere della città.

Per contribuire alla dote, le famiglie patrizie di Venezia venivano coinvolte in donazioni ed offerte. Il matrimonio veniva poi celebrato alla presenza del Doge e della nobiltà veneziana.

Durante questa festa le fanciulle partecipavano a numerose feste e cortei che le vedevano protagoniste agli occhi di tutta Venezia.

Oggi la festa delle Marie viene celebrata con numeraose varianti. Accanto alla rievocazione storica c’è un concorso di bellezza che vede l’elezione della Maria dell’anno.

Mentre in passato il Volo dell’Angelo veniva celebrato il Giovedì Grasso, nelle edizioni moderne veniva svolto sottoforma di una variante chiamata Volo della Colombina, a mezzogiorno della prima domenica di festa.

Nella Variante di volo della Colombina, sopra ad una folla in festa, un uccello meccanico dalle sembianze di una colomba, partendo dall’alto del Campanile di San Marco veniva fatto discendere verso Palazzo Ducale tramite una corda. Giunto a metà percorso veniva aperta una botola sulla parte inferiore che faceva cadere sulla folla coriandoli, confetti o altri piccoli doni.

A partire dal 2001 si è ritornati alla versione originaria di Volo dell’Angelo con la sostituzione della colombina con un’artista in carne ed ossa. L’artista, assicurato ad un cavo metallico viene fatto discendere dalla cella campanaria sospeso nel vuoto sulla folla festante fino a giungere a terra.